2022-01-05 11:00:00

La CISL Scuola ritiene che l’incontro svoltosi ieri, 4 gennaio, tra Ministro dell’Istruzione e organizzazioni sindacali possa e debba rappresentare l’occasione per il rilancio di una strategia che assuma come essenziale punto di riferimento gli obiettivi e gli impegni contenuti nel Patto per la scuola al centro del Paese, anche al fine di affrontare e risolvere questioni su cui la legge di bilancio per il 2022 recentemente approvata dal Parlamento non ha dato risposte esaustive e soddisfacenti. In quest’ottica si inquadra l’indicazione di una serie di tematiche sulle quali, a diversi livelli, è indispensabile attivare opportuni interventi di natura politica, amministrativa e negoziale. Si tratta di problemi che investono non soltanto la diretta responsabilità del Ministro, al quale la presente nota è formalmente indirizzata, ma anche quella dei diversi Uffici dell’Amministrazione, chiamando in causa, per alcuni aspetti di carattere generale, il Governo nel suo complesso per le scelte di politica scolastica che intenderà assumere. Riprendere in modo più convinto e coerente la linea di valorizzazione del dialogo sociale tracciata nel Patto per la scuola, puntando a innescare “processi di innovazione partecipata”, è anche il modo per ricucire un positivo e costruttivo rapporto col mondo della scuola e col suo personale, che chiede con forza di vedere riconosciuto in modo più giusto e dignitoso il valore del proprio lavoro ma che ha mostrato anche di non condividere la logica di un antagonismo percepito come privo di sbocchi e fine a se stesso.
Tra le questioni più urgenti c’è senz’altro il rinnovo del CCNL, per il quale occorre definire in tempi rapidi l’atto di indirizzo, esplorando nel contempo i possibili percorsi attraverso i quali implementare una dotazione di risorse che, sia pure irrobustita in sede di approvazione della legge di bilancio, appare ancora insufficiente a soddisfare le legittime attese di una perequazione fra il trattamento economico del personale scolastico e quello mediamente riconosciuto, per tutti i profili ivi incluso quello della dirigenza, in altri settori della Pubblica Amministrazione. L’avvenuta sottoscrizione del contratto per le Funzioni Centrali rende ancor più evidente la necessità di recuperare sia il ritardo nei tempi di svolgimento del negoziato sia gli squilibri di natura retributiva.
Altro tema su cui è indispensabile sciogliere nodi di natura politica è quello della mobilità e in particolare dei vincoli sussistenti sia per il personale docente che per i dirigenti. Al riguardo, il confronto al tavolo negoziale per il rinnovo del CCNI aveva consentito di delineare ipotesi di soluzione compatibili col quadro normativo esistente e sulle quali si ribadisce la richiesta di un forte impegno affinché, rimuovendo riserve e obiezioni, possano essere recepite nel testo contrattuale. Per i dirigenti, occorre rimuovere prima dei prossimi mutamenti di incarico il vincolo del 30% sui posti vacanti e disponibili.
In materia di organici, occorre assicurare una gestione che dia attuazione senza contraccolpi negativi alle novità legislative riguardanti le attività motorie nella scuola primaria e garantisca l’obiettivo di una riduzione del numero eccessivo di alunni per classe.
Si ritiene opportuno segnalare l’importanza che riveste il monitoraggio sulle supplenze su posti covid la cui puntuale effettuazione è la precondizione affinché siano reperite entro il 31 marzo le risorse necessarie per la prosecuzione ulteriore dei contratti necessari per garantire il regolare e sicuro andamento delle attività in presenza.
Occorre poi aprire spazi reali di confronto sulle innovazioni riguardanti il sistema di reclutamento del personale docente, in una prospettiva che assicuri anche la giusta valorizzazione dell’esperienza professionale acquisita dal personale assunto con contratti a tempo determinato, rafforzando l’intreccio col sistema di formazione iniziale e in servizio, e sulle ipotesi di riforma del settore dell’Istruzione Professionale e dell’IeFP.
Su un piano diverso, riconducibile agli aspetti di gestione amministrativa e alle connesse varie competenze, si collocano numerose questioni che si ritiene comunque opportuno sottoporre all’attenzione del Ministro.
Per la sua immediata urgenza, si segnala come prioritaria la necessità di fornire alle scuole indicazioni chiare e ineludibili sul trattamento delle casistiche legate all’attuazione degli obblighi vaccinali (titolare sospeso perché non vaccinato con supplenza in corso e senza supplenza in corso, altri casi di assenza prolungata con supplente già nominato, ecc.).
Vi sono poi da rimettere in atto procedure già avviate e poi sospese per l’emergenza pandemica, come nel caso delle procedure abilitanti per le quali gli interessati hanno fatto domanda già nel 2020 e che è indispensabile si concludano in tempo utile per il rinnovo delle GPS. Il rinnovo delle GPS che quest’anno avviene contestualmente al rinnovo delle GAE va gestito con la consapevolezza che non devono ripresentarsi i problemi riscontrati due anni fa dovuti alla ristrettezza dei tempi a disposizione per la produzione delle graduatorie.
Sulla responsabilità dei Dirigenti Scolastici, va predisposto il DM che la norma di legge prevede sia emanato entro 60 giorni dalla conversione del DL, di concerto tra i Ministeri dell’Istruzione e del Lavoro e la Conferenza stato regioni, per disciplinare le modalità di valutazione congiunta dei rischi connessi agli edifici scolastici.
Sui concorsi di cui all’art. 59, c. 9 bis del DL "sostegni bis", che avrebbero dovuto svolgersi entro il 31/12/2021, occorre assicurare tempi di svolgimento compatibili con l’assunzione a decorrere dal 1° settembre 2022. Va poi attivata la procedura prevista dalla legge 234/2021, c. 960, per il personale LSU.
Occorre dare attuazione alla norma che prevede lo svolgimento di un concorso a posti di DSGA riservato al personale assistente amministrativo facente funzioni, consentendo la partecipazione anche del personale non in possesso del titolo di laurea.
Sul concorso degli insegnanti di religione va attivato un tavolo che consenta una formula realmente di garanzia per i docenti incaricati.
Si ribadisce inoltre la richiesta, più volte avanzata nei mesi scorsi, di un quadro informativo esauriente sugli interventi di edilizia leggera realizzati nelle scuole e sul numero di nuove aule costruite per consentire di evitare il sovraffollamento delle classi, misura che si ritiene anche oggi fondamentale per prevenire e contenere la diffusione del contagio.
Alla luce delle decisioni che il Governo intende assumere per quanto riguarda le modalità da seguire alla ripresa delle attività scolastiche dopo la pausa natalizia, argomento non previsto all’ordine del giorno dell’incontro col Ministro ma di immediato e rilevante impatto sulle condizioni di lavoro del personale, la CISL Scuola considera necessaria l’immediata convocazione del Tavolo permanente sulla sicurezza, di cui con la presente avanza formalmente la richiesta.

Roma, 5 gennaio 2022

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